Stai pensando di introdurre un ERP in azienda? Ecco come fare sfruttando il Piano Transizione 5.0!

Il Piano Transizione 5.0 autorizza le aziende ad avere un credito d’imposta anche per i sistemi ERP, se integrati a un software per il monitoraggio dei consumi energetici. Infatti, le imprese hanno diritto ad un credito d’imposta fino al 45% per l’acquisto di software ERP di ultima generazione. 


In questo articolo vediamo quali sono i requisiti minimi per poter fruire dell’incentivo 5.0 sull’acquisto di sistemi ERP.


Punto 1: come “lavorano” gli incentivi del Piano Transizione 5.0?


Il Piano Transizione 5.0 è stato lanciato dal Governo per incoraggiare la transizione digitale e sostenibile delle imprese, con un investimento di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025.


Un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione è svolto dai software ERP e il Piano Transizione 5.0 inserisce questi sistemi all’incentivo tra i beni trainanti per la crescita aziendale.


Le condizioni “sine qua non” che devono essere soddisfatte affinché si possa usufruire degli incentivi del Piano Transizione 5.0 sono: 


  • l’impresa deve aver investito in almeno uno dei beni strumentali materiali o immateriali elencati negli allegati A e B del piano Transizione 4.0 (oppure nei due nuovi aggiunti, software per monitoraggio dei consumi e ERP),

  • i beni strumentali devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura,

  • i nuovi beni acquistati devono far parte di un progetto di innovazione in grado di generare una riduzione dei consumi energetici,

  • la riduzione dei consumi deve essere almeno del 3% rispetto ai consumi energetici della struttura produttiva, oppure del 5% rispetto ai consumi energetici dei processi interessati dall’investimento,

  • l’aliquota spettante dipende dal risparmio energetico conseguito e dalla taglia dell’investimento e si estende anche agli investimenti trainati,

  • è necessaria una certificazione sia ex ante che ex post che attesti il minore consumo energetico sul processo interessato o sulla struttura produttiva.


Le aliquote per investimenti fino a 2,5 milioni variano dal 35% al 45% a seconda della riduzione dei consumi energetici raggiunta (per visualizzare tutte le aliquote vai alla pagina dedicata agli Incentivi 5.0).


Punto 2: i software ERP finalmente rientrano tra gli investimenti trainanti del Piano! 


Con il Decreto attuativo del 24 luglio 2024, il Governo ha fornito indicazioni sui beni immateriali e materiali che rappresentano investimenti agevolabili, rimandando agli allegati A e B della legge n.232 dell’11 dicembre 2016.


Per quanto riguarda i beni immateriali contenuti nell’allegato B, il decreto specifica che questi comprendono anche due nuove categorie:



  1. software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo,

  2. i software relativi alla gestione di impresa, ovvero sistemi ERP, se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui al punto precedente. 


È da sottolineare, tuttavia, che per usufruire delle agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0 è necessario associare al sistema ERP un software per il monitoraggio dei consumi energetici.


Punto 3: Processo produttivo interessato o struttura produttiva complessiva?


Il meccanismo del Piano Transizione 5.0 prevede che l’investimento in beni strumentali debba, nel suo complessivo, generare un risparmio energetico o su uno specifico processo produttivo (cosiddetto processo interessato) o sull’intera struttura produttiva.


Il risparmio minimo da conseguire è superiore nel caso si faccia riferimento al solo processo produttivo interessato, dove è però anche più semplice da conseguire.


La scelta se decidere di investire sul processo produttivo interessato oppure sulla struttura produttiva complessiva, per il calcolo del risparmio energetico, dipende da dove va ad impattare il nuovo bene che si vuole acquistare.



  • Se si vuole sostituire un macchinario, per esempio, avrà maggiormente senso limitare il confronto a uno specifico processo,

  • mentre nel caso in cui si vogliano sostituire più beni che fanno riferimento a diversi processi produttivi occorrerà riferirsi necessariamente all’intera struttura produttiva.


Più delicato è il discorso relativo al cambio software o all’introduzione di un nuovo sistema ERP…Anche in questo caso esistono situazioni in cui è possibile “conferire” un bene immateriale ad uno specifico processo produttivo e altre in cui il software compie la sua azione su una generalità di beni e quindi di processi. In quest’ultimo caso occorre senz’altro fare riferimento alla struttura produttiva nel suo insieme.


A questa “inflessibile” logica esiste un’eccezione riportata nella circolare operativa, che cita: “Qualora il bene immateriale oggetto di investimento agisca, in termini di riduzione dei consumi, su uno o più beni materiali di uno stesso processo produttivo, ma si interfacci anche con beni materiali di altri processi produttivi senza determinarne una riduzione dei consumi energetici, sarà possibile, calcolare la riduzione dei consumi energetici percentuale sia rispetto alla struttura produttiva sia rispetto al processo interessato”.


Per loro natura gli ERP agiscono a livello di struttura produttiva e non si interfacciano direttamente con i dati di campo. Non possono, perciò, avere un effetto misurabile sui consumi energetici. Quindi, non spetta certo al software ERP decidere il perimetro di riferimento, ma al bene (o ai beni) che hanno un impatto sui consumi.


Punto 4: come fanno gli ERP di ultima generazione a supportare la Transizione 5.0?


Al di là dell’aspetto puramente normativo, dobbiamo precisare che gli ERP svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere le aziende nei cambiamenti necessari ad abbracciare l’Industria 5.0, che si focalizza su resilienza, centralità umana e sostenibilità.


A differenza dei sistemi gestionali non integrati, un ERP consente di unificare tutti i dati aziendali ed integrare diverse funzioni, offrendo una visione completa delle risorse e delle esigenze.


Questo accentramento permette alle aziende di programmare e regolare le operazioni in modo ottimale, migliorando l’efficienza complessiva.


Gli ERP di ultima generazione, in grado di dialogare direttamente con gli impianti produttivi, ti permettono di avere parecchi vantaggi, come per esempio:


  • il controllo in tempo reale delle attività, necessario per poter monitorare il consumo di risorse ed elaborare strategie per efficientare la produzione,

  • se integrati con algoritmi di machine learning, facilitano il monitoraggio dei consumi energetici e l’identificazione di pratiche più sostenibili, contribuendo parecchio alla riduzione dell’impatto ambientale,

  • favoriscono le aziende ad adattarsi velocemente alle variazioni della domanda senza aumentare inutilmente i consumi, portando a ulteriori opportunità di risparmio ed efficienza,

  • supporto per una domanda orientata all’iper-personalizzazione dei prodotti o servizi offerti, semplificando la gestione dei dati relativi alle preferenze dei clienti,

  • miglioramento dell’assistenza clienti, grazie all’analisi delle preferenze e delle esigenze, 

  • gestione integrata e semplificata di tutte le risorse dell’azienda.

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