Industria 4.0 ha trainato la ripresa del PIL Italiano, ridurlo sarebbe un grave sbaglio!

La storia italiana del Piano Industria 4.0


Sono passati ormai 8 anni, era il 10 ottobre 2015, da quando il Governo Italiano introdusse il superammortamento per l’acquisto di beni strumentali, come i macchinari industriali, e da allora molte cose sono cambiate...


Già l’anno successivo, il 2016, venne introdotto il termine Piano Industria 4.0 che istituiva misure economiche per le tecnologie digitali, come i software per il controllo di produzione, e la ricerca.


Cosa è successo dopo?


Sebbene a ritmo altalenante, il Piano Industria 4.0 ha proseguito ed è arrivato fino ai giorni nostri. Il focus degli investimenti si è spostato progressivamente dagli incentivi sugli hardware (macchinari industriali, impianti e mezzi di trasporto), a quello sui beni intangibili, inclusi li strumenti digitali per la gestione produttiva e gli investimenti in formazione per tutti gli addetti che utilizzano queste nuove tecnologie digitali. 


Questo cambio di rotta, evidenzia il primo passo falso del Piano Industria 4.0: molte aziende che non hanno potuto investire precedentemente su nuovi macchinari industriali perché meno pronti e meno forti finanziariamente, anche a causa delle ripetute crisi degli ultimi anni (pandemia compresa) rimarranno sistematicamente escluse dall’innovazione digitale, contribuendo a rendere il tessuto industriale italiano sempre più vecchio, meno competitivo e tecnologico. 


Ad oggi, molte micro imprese italiane sono ancora dotate di macchine prive di controllo numerico. 


Quindi una domanda sorge spontanea: perché non dare a queste aziende la stessa possibilità che hanno avuto le aziende negli anni passati?

 
Cosa pensiamo a riguardo


Se vogliamo rilanciare l’industria italiana come motore trainante di innovazione e tecnologia in Europa e nel Mondo, dobbiamo mettere le aziende nella posizione di poterlo fare. 


Pensiamo che il Piano Industria 4.0 dovrebbe proseguire senza limiti e ripartire da dove esso è cominciato: perché è investendo in nuovi macchinari che poi il processo innovativo cresce, si estende e migliora, coinvolgendo le nuove tecnologie digitali e di conseguenza, investendo, in formazione specifica degli addetti, migliorando il know-how aziendale e le proprie competenze. 


I dati a sostegno del nostro pensiero


Partiamo dall’analisi di alcuni semplici dati per capire l’importanza che ha avuto in questi anni, sull'economia italiana, il Piano Industria 4.0 e il perché esso dovrebbe proseguire nella sua interezza, proprio a cominciare dai beni strumentali materiali.


Concentriamoci solo sull’uso nazionale di macchinari CNC per l'industria.


Secondo i dati di Federmacchine, nei quadrienni 2008-2011 e 2012-2015 l’utilizzo italiano totale di macchinari a controllo numerico è stato intorno ai 70 miliardi € a prezzi correnti per ciascuno dei due quadrienni - una media di circa 17 miliardi €/anno.


Con il superammortamento e il nuovo Piano Industria 4.0, nel quadriennio 2016-2019, il consumo di macchine CNC è salito a 98 miliardi €.


Considerando che abbiamo avuto un incremento dell’inflazione possiamo affermare che la crescita è stata notevole! 


Ma non è tutto…


Malgrado la pandemia e il difficile 2020, è stato stimato nel quadriennio 2020-2023 il consumo italiano di nuovi macchinari industriali dovrebbe raggiungere i 112 miliardi €.


Nel complesso, se compariamo il valore del consumo di macchinari CNC del quadriennio 2020-2023 con quello 2012-2015 si è riscontrata una crescita, del consumo, pari al 59% a cui il Piano Industria 4.0 ha contribuito in modo sostanziale. 


Altro fattore da considerare…


Più o meno 2/3 del consumo nazionale di macchine CNC è coperto da consegne interne dei produttori italiani. 


Il Piano Industria 4.0, quindi, ha avuto un forte impatto diretto sui processi produttivi italiani di macchinari industriali di tutti i tipi, dato che i produttori di macchine industriali hanno comprato nuove macchine per produrre le nuove macchine CNC per coprire la domanda sempre crescente. 


La conclusione


Pensiamo che l’attuale governo dovrebbe far di tutto per mantenere attivo il Piano Industria 4.0, perché è solo grazie a questo Piano che la manifattura italiana, in questo ultimo decennio, è riuscita a crescere, in termini di produttività e export, superando quella tedesca, francese e spagnola. 


La stessa risalita italiana, post COVID, non sarebbe stata così forte se il made in Italy manifatturiero non fosse diventato 4.0, trainando alla riscossa il PIL del 2021.


Articolo tratto dalla fonte: Il Sole 24 ore

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